CORTECCIA

by CORTECCIA

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about

The combination of man and nature, the imagined revolutions, the tension of possibilities - told through vibrant musical structures, harmonies, continuous metaphorical dialogs.
***
L’amalgama tra uomo e natura, le rivoluzioni immaginate,
le tensioni dei possibili raccontate attraverso strutture sonore
vibranti, armonie ritrovate, dialoghi continui di metafore.

credits

released September 6, 2016

Pietro Puccio: vocals, drums, programming
Alessandro Parilli, bass, guitar, programming
Simone Pirovano: piano, synthesizer, programming

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CORTECCIA Italy

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Track Name: Al tempo terreno
L’adesione del mio viso
al tempo terreno
non mi riguarda,
ma mi guarda dall’esterno
e sorride ogni minuto
parlando con parole antiche
mi riporta a sé
mi riporta alle cose
in case d’accumuli.

L’espressione del mio viso
è sempre aderente
al vento impavido
al tempo intransigente
con le stravaganze sempre uguali
nel giro di stagioni
uguali a se stesse
sempre
nel tempo aderente.
Track Name: Zigote
Fuoriuscire è un’esperienza traumatica oltre ogni cognizione
umana
fuoriuscire è lo sguardo ridotto a tremore benigno di cuori
pulsanti
urla inconsuete e ignare di qualunque cosa l’esterno
ci possa proporre
odore di pelle accarezza le orecchie sentire che tutto
è cambiato adesso.

Cellula, uovo, gamete, prodotto
da sistema femminile
fecondazione per originare
l’ovozigote
ovogenesi e meiosi
assumere il cromosoma.
I gameti hanno un corredo
dimezzato
e sono atti all’unione
con altro gamete
mettere in comune i due corredi
ricostituire quello diploide.

Fuoriuscire è un’esperienza traumatica oltre ogni cognizione
umana
fuoriuscire è lo sguardo ridotto a tremore benigno di cuori
pulsanti
urla inconsuete e ignare di qualunque cosa l’esterno
ci possa proporre
odore di pelle accarezza le orecchie sentire che tutto
è cambiato adesso.
Track Name: Terre
Le terre le mani
i rami lontani
i fili si legano
a roventi metalli.

Le terre nascoste
di pelle le risposte
gli abbracci di mare
le teorie sociali.

L’essenzialità si basa sui visi vicini
E la verità si basa sul toccare i visi.

I corpi lontani
gli sguardi minerali
i sassi animali
ancora teorie sociali.

Abbracci di fili
intrecci di mani
negli occhi la terra
e l’odore dei limoni.
Track Name: Se
Ma
se i pensieri dividessero
i muri a metà
noi avremmo
molta più libertà.

Se
le sue mani corrompessero
la sua integrità
loro avrebbero
molta più felicità.

Se
le cose andassero per la loro strada
io sarei rami
se le frasi andassero per questi rami
io sarei albero
se le foglie, le vene, il mio corpo andasse per fiumi
io sarei la terra.
Le mani sconosciute
i verbi conosciuti.

Se
i suoi fianchi l’avvolgessero
di pura intensità,
se
respirassero
un po’ più
in profondità.
Track Name: Su una rivoluzione
Gialli in viso
gialle le parole
gialli i pensieri
pallidi come la morte.

Secchi, come denti di caimano
lo sguardo strano
le pupille rosse a cerchi.
Teste, perlopiù pelate
penzolano
sul crinale del giudizio.

Presenti, a rappresentare
chissà quale nazione
alle armi presto!

Ma dalla rivoluzione, scaturisce sempre sangue
ricordiamo, e allora quale soluzione;
ma se il domani non è domani, se le ripetizioni sono invariate
cosa siamo, milioni di stanti certo non santi.
Chissà, quale tra di noi
s’intrufolerà tra i pensieri e le carni
di quelli.

Potrà, forse ritrovare
una fiamma anche leggera
che scalda i pensieri.

Ragionare, poi agire, rimproverare
salutare la grande folla in trincea a gridare;
sollevarsi, a guardare la gente passare
dopo avere telefonato, com’era buono il gelato.
Track Name: Strati
Stalattiti sonore
testimoni di respiri
stratiformi
epoche si rinnovano
carotaggi danzanti
mostrano midolli
affondano
mani dentro rocce.

Falesie dell’anima
insorgono al sibilo del mondo
richiamando
al respiro generativo
fossili oceanici
in flussi continui
parlano crepitii
di metafore radicate.
Track Name: Menopausa
Le crepe nella terra, tremano
i solchi nelle mani, piangono.

I tagli dentro al cielo, osservano
le vibrazioni umane e piangono.

Menopausa della terra, menopausa delle cellule,
menopausa della terra, menopausa delle cellule,
menopausa delle fibre.

Gli scogli nel mare, vibrano
i volti nella sabbia, alludono.

Le spine sulla pelle, aspettano
lapilli di vulcano, attendono.

I tagli dentro al cielo, osservano
le vibrazioni umane, e piangono.

Le crepe nella terra, tremano
i solchi nelle mani, piangono.

-

Waiting, in the swishes of thoughts
meekness, at the core of the impatience of being
rest, soaked in dew and rustles
stillness, pulsating with the heat of the sun

Passages, between tired and ancient walls
heading, towards primordial sleep
swimming, into long streams of time
finding again, great beds of calm.
Track Name: Animo sintetico
Ibrido
di frasi ipocrite
che si miscelano in gesti chimici
però
decide gli esiti a partire da sé.

Carico
di volti impavidi
che rappresentano parole inutili
però
prevede gli esiti, non i limiti.

Anemico
tempra volubile
pensieri fossili si sedimentano
così
fornisce l’alibi e si scagiona da sé.

Polvere
verbi solubili
si sa difendere e giudicarsi
però
di tutti gli uomini non conosce che sé.

Si diffonde la distanza
striscia dubbi e ovvietà
animo sintetico.

Si confonde con veemenza
lascia tracce d’ovvietà
animo sintetico.
Track Name: L'incosciente
Le labbra sottili del tempo
si appoggiano curiose
sull’uomo che ha di sé
una coscienza molto vaga,
i capelli radi di minuti
contano le ore
senza per questo averne un’idea, misurata.

Le mani rivolte a soffrire
sui fiumi del viso
arsi di sole e di notte mai arrivati all’improvviso.

I passi aderenti alla terra
i vestiti anche loro di terra
precisi gesti a cui rifarsi
e ancora rifarsi,
tornare al lavoro
e guardarsi le spalle
gli sguardi insicuri i sorrisi
le mani inquadrate.

Il sole bacia chi ha molto peccato
perché peccando si impara, a essere molto baciato.

Forse i ricordi
si ingrigiscono di sale
mentre il vento li riporta
in fondo al mare,
inutile che l’uomo incosciente, si inoltri nell’acqua passata
nuotando tra falsi ricordi
masticando polmoni di rabbia.
Quando infine dalla sedia lui s’alza - in un furore di coscienza
gli altri uomini guardandolo in viso
gli ricordano che ha di sé una coscienza molto vaga.

Si risiede guardando mesto
le sue dita inquadrate
e i pensieri in effetti non erano poi così chiari.

Meglio bere alla fonte del forse
con mani di plastica fumante
e guardare nel vuoto degli occhi
nel soffiare del vento dolce.

E dalla terra alla terra ritorna
contando milioni
di secondi mai bene utilizzati
è davvero un peccato.